Arte

Rassegna "Dialoghi d’arte" /  by Filippo Venturi

“Dialoghi d’arte” è uno spazio di confronto aperto alla città, pensato per avvicinare il pubblico ad artisti, pratiche e processi creativi contemporanei.

Protagonista dell’incontro di sabato 16 maggio 2026 sarà Filippo Venturi, fotografo documentarista e artista visivo i cui lavori sono stati pubblicati su testate internazionali come National Geographic, The Washington Post e The Guardian. La sua ricerca indaga il rapporto tra immagine, realtà e tecnologia, con un’attenzione particolare alle implicazioni culturali e percettive dell’intelligenza artificiale (IA).

In dialogo con Roberta Invidia, giornalista e formatrice, presenterà l’incontro:
“Puoi fidarti dei tuoi occhi? Fra fotografia e intelligenza artificiale”.

Un’occasione per attraversare i suoi progetti più significativi: dal lavoro documentario — sviluppato in contesti complessi come la Corea del Nord — fino alle più recenti sperimentazioni visive in cui fotografia e immagini generate con l’IA si intrecciano, mettendo in discussione i confini tra vero, verosimile e costruito.

L’incontro aprirà una riflessione su come questa nuova tecnologia stia ridefinendo non solo gli strumenti della creazione artistica, ma anche il nostro modo di vedere, interpretare e fidarci delle immagini.

📍 L’evento si terrà presso BottegaLab, all’interno di Diversamente Bottega, in Corso della Repubblica 138, Forlì.
⚠️ Posti limitati — prenotazione obbligatoria al numero 327 1115331 oppure cliccando a questo link.
💶 Contributo di partecipazione: €10,00, comprensivo di aperitivo finale a cura di Piada 52.


Corso/Seminario - Il rapporto fra fotografia, informazione e intelligenza artificiale /  by Filippo Venturi

Corso/Seminario
INFRANGERE LO SPECCHIO
Il rapporto fra fotografia, informazione e intelligenza artificiale

Questo percorso si propone come uno spazio di confronto, pensato soprattutto per chi oggi sta costruendo il proprio sguardo sul mondo: studenti, giovani fotografi, artisti visivi, aspiranti giornalisti e tutte le persone interessate a comprendere il ruolo delle immagini nella società contemporanea.

Temi trattati: fotografia documentaria e pratiche della rappresentazione; cultura visuale e trasformazioni dell’ecosistema informativo; intelligenza artificiale generativa e produzione di immagini sintetiche; processi di produzione, circolazione, interpretazione e verifica delle immagini; pratiche autoriali e progettazione visiva nell’era dell’IA; casi di studio tratti dal fotogiornalismo e dalla comunicazione contemporanea; implicazioni culturali, sociali ed epistemologiche delle tecnologie emergenti.

Il seminario si concentra sull’incontro fra fotografia e intelligenza artificiale, esplorando l’evoluzione del processo creativo e le trasformazioni del ruolo dell’immagine nella comunicazione, nel giornalismo e nella vita quotidiana.

Il docente presenterà alcuni dei suoi progetti di fotografia documentaria, esponendo nel dettaglio la filosofia che li sostiene e le metodologie pratiche adottate. Saranno inoltre analizzate le differenze teoriche e pratiche tra il processo fotografico tradizionale e l’impiego dell’IA nella produzione delle immagini, mostrando come queste tecnologie possano introdurre nuove possibilità creative e modificare le modalità con cui un progetto viene concepito, costruito e interpretato.

In un’epoca di deepfake, algoritmi opachi e flussi visivi incontrollati, il ruolo di fotografi, giornalisti e comunicatori non si esaurisce nella testimonianza, ma implica sempre più una funzione critica, che richiede di interrogarsi su responsabilità, etica, trasparenza e fiducia. Comprendere questi meccanismi diventa essenziale per non subire passivamente le immagini, ma per imparare a leggerle, smontarle e, se necessario, usarle consapevolmente come forma di resistenza culturale.

Saranno esaminati casi recenti che hanno avuto un impatto significativo nel panorama dell’informazione internazionale. Saranno affrontati sia i timori legati all’adozione di questa nuova tecnologia, sia le potenzialità che porta con sé, aprendo un dibattito sul futuro dell’arte fotografica e della nostra interazione con le immagini digitali.

La fotografia e l’IA non sono strumenti da temere o da idolatrare, ma linguaggi da comprendere a fondo per poterli usare con lucidità, immaginazione e senso critico. L’obiettivo non è fornire risposte definitive, ma stimolare domande urgenti su chi siamo, su come raccontiamo il mondo e su quale responsabilità scegliamo di assumerci nel farlo.

La questione centrale non è soltanto ciò che queste tecnologie saranno in grado di fare, ma il modo in cui sceglieremo di utilizzarle, integrandole nella produzione culturale senza rinunciare a responsabilità, consapevolezza e capacità critica.

Il percorso è modulabile per durata e formato in base al contesto e al pubblico di riferimento. Offre strumenti critici per leggere e interpretare le immagini contemporanee e per comprendere come fotografia e intelligenza artificiale influenzino l’informazione e la costruzione della realtà. I partecipanti acquisiranno una maggiore consapevolezza dei meccanismi tecnologici, culturali e di potere che agiscono dietro le immagini, sviluppando un approccio responsabile, creativo e informato al loro utilizzo.


Docente
FILIPPO VENTURI
Fotografo documentarista, artista visivo, docente e divulgatore

Collabora con diverse realtà, tra cui l’Università di Bologna, dove tiene un corso di Fotografia nell’ambito del Master in Giornalismo e un corso dedicato alle Immagini Generate con IA per il Master in Nuovi Media.

I suoi progetti indagano l’identità e la condizione umana. Nel corso degli anni ha raccontato dittature, democrazie in crisi, movimenti impegnati nella difesa dei diritti e profonde trasformazioni sociali in diverse aree del mondo. Nel 2017, su incarico di Vanity Fair, ha realizzato un ampio reportage in Corea del Nord, in un momento di particolare tensione internazionale.

Una parte significativa della sua ricerca è dedicata al modo in cui l’evoluzione tecnologica sta trasformando la fotografia, l’informazione e la nostra percezione della realtà. Grazie a una laurea in Scienze dell’Informazione e alla sua lunga esperienza nel fotogiornalismo, Venturi mette in relazione pratiche fotografiche tradizionali e tecnologie emergenti, interrogandosi sulla natura, sulla credibilità e sulla funzione delle immagini nel presente.

I suoi progetti sono stati pubblicati da importanti testate, tra cui National Geographic, The Washington Post, The Guardian, Financial Times, Vanity Fair, Marie Claire, Geo, Der Spiegel, Internazionale, La Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa.

Dal 2023 ha sviluppato una serie di progetti concettuali che intrecciano fotografia e IA, ottenendo riconoscimenti in concorsi e festival.

Accanto alla pratica artistica, svolge un’intensa attività didattica dedicata al fotogiornalismo, alla fotografia documentaria e all’intelligenza artificiale, intervenendo regolarmente in contesti accademici e culturali. I suoi corsi e seminari sono stati ospitati dalla New York University, dall’Università di Padova, dall’Accademia di Belle Arti di Roma, dal Copenhagen Photo Festival e dal festival BergamoScienza.

www.filippoventuri.photography
filippo.venturi@gmail.com

Tavola rotonda su IA e Arte /  by Filippo Venturi

Giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 20.30, presso la Fabbrica delle Candele a Forlì, avrò il piacere di partecipare a una tavola rotonda sul tema Intelligenza Artificiale e Arte, nell’ambito della serata intitolata “Oltre l’algoritmo” che chiude il corso di cinema AI Film Factory!

Una serata dedicata a esplorare l’intelligenza artificiale come nuovo mezzo creativo, accessibile e inclusivo, e a riflettere su come le tecniche artistiche tradizionali si trasformano quando incontrano gli strumenti dell’AI.

In programma:

  • Tavola rotonda moderata dalla giornalista Roberta Invidia, con Filippo Venturi (fotoreporter), Serge Gualini (artista AI), Francesca Leoni e Davide Mastrangelo (direttori artistici di Ibrida Festival).

  • Proiezione del cortometraggio di Francesca Fini, interamente realizzato con varie piattaforme di AI.

  • Presentazione dei lavori finali dei partecipanti ad AI Film Factory, il percorso formativo di 50 ore rivolto ai giovani dai 14 ai 35 anni.

L’ingresso è gratuito e aperto a tutte e tutti.

Sarà un’occasione per incontrarsi, condividere visioni e riflettere insieme sui linguaggi che stanno ridefinendo il nostro modo di creare e immaginare.

L’intelligenza artificiale (IA) può fare arte, autonomamente, destinata alle persone? /  by Filippo Venturi

Immagine generata con intelligenza artificiale da Filippo Venturi

Visto che il tema è tornato d'attualità, con l'imminente asta intitolata “Augmented Intelligence” dedicata alle opere realizzate con l'intelligenza artificiale e organizzata dalla casa d'arte Christie’s, condivido una mia breve riflessione su un aspetto in particolare.

L’intelligenza artificiale (IA) può fare arte, autonomamente, destinata alle persone?

Dire che l'IA, da sola, sarà in grado di produrre arte destinata alle persone significa forse fraintendere il motivo per cui le persone si rivolgono all'arte.

L’arte non è solo il risultato di un processo tecnico di generazione di immagini, testi o suoni, ma è un atto umano, radicato nell’esperienza soggettiva, nell'intenzionalità e nella comunicazione di significati.

Siamo interessati all'arte prodotta dagli esseri umani perché, in quanto nostri simili, siamo interessati a ciò che dicono e sentono: riguardo alla propria vita, l'esperienza, la percezione corporea e mentale e la relazione con il mondo. Inoltre, un'opera d'arte non è solo una finestra su chi l'ha creata, ma può anche riflettere su se stessa, interrogandosi sulla propria natura, sul proprio significato e sul contesto in cui prende forma.

Quando osserviamo un’opera d’arte, in genere, non ne consideriamo mai solo la combinazione armonica di alcuni elementi come forme e colori: la interroghiamo, cerchiamo in essa la traccia dell'autore, il riflesso della sua esperienza vissuta, il segno di autentica partecipazione emotiva. L’arte può essere un ponte attraverso cui gli esseri umani si parlano, si riconoscono e si mettono in discussione.

Allo stato attuale, l'IA può solo imitare l'arte prodotta da un essere umano perché così le è stato insegnato. Può replicare le fotografie di Robert Capa, ma senza partecipare allo sbarco in Normandia, può ricreare le fotografie intime di Nan Goldin, ma senza aver vissuto quelle esperienze, a quel tempo, in quel mondo, con quelle persone, se non attraverso l'imitazione. Può scrivere un romanzo nello stile di Dostoevskij, ma senza conoscere il tormento interiore che ha attraversato. L’IA non ha un corpo che soffre, una memoria che rielabora, un desiderio di esprimere qualcosa di irripetibile. Non ha intenzionalità e coinvolgimento. Per ora.

Forse un'opera d'arte prodotta interamente dall'intelligenza artificiale sarà davvero interessante quando potrà raccontare qualcosa che non appartenga a noi, ma a sé stessa.

P.S.
Questo non significa che non troveremo le IA interessanti quando produrranno contenuti social o dialogheranno con noi o produrranno imitazioni di opere d'arte umane e che provocheranno delle reazioni emotive. La delusione potrebbe arrivare scavando sotto la superficie. Per chi avrà interesse a farlo.

Attraverso il paesaggio. Dialoghi tra scienza, arte e letteratura /  by Filippo Venturi

Venerdì 28 marzo 2025, alle ore 17.00, avrò il piacere di tenere un intervento pubblico nell’ambito dell’11° edizione dell’evento “Attraverso il paesaggio. Dialoghi tra scienza, arte e letteratura”, il cui tema quest’anno sarà “Tra ombra e luce. Il paesaggio illuminato”.

Il mio intervento si intitolerà “Una guida distopica per attraversare il confine. Indagando il territorio inesplorato, tra fotografia e intelligenza artificiale” e si terrà presso nella Sala Farinati della Biblioteca Civica di Verona, con la collaborazione e l’introduzione di Unintentional Visions.


FILIPPO VENTURI

Filippo Venturi è un fotografo documentarista e un artista visivo. Realizza progetti su storie e problematiche riguardanti l'identità e la condizione umana. Ha documentato dittature totalitarie e ha testimoniato la crisi delle democrazie europee.

Negli ultimi anni si è dedicato a un progetto sulla penisola coreana, che è stato premiato con il Sony World Photography Awards e il Portfolio Italia - Gran Premio Hasselblad. I suoi lavori sono stati pubblicati su National Geographic, The Washington Post, The Guardian, Financial Times, Vanity Fair, Geo, Der Spiegel, Die Zeit, Internazionale, La Repubblica, Il Corriere della Sera e La Stampa. I suoi progetti sono stati esposti in musei e festival in Italia e all'estero.

Realizza progetti artistici con l'intelligenza artificiale. È stato selezionato dal Photo Vogue Festival, evento in cui è stato anche relatore con un intervento intitolato Broken Mirror. A dystopian guide to crossing the border. È stato esposto nell'importante mostra Pixel Perceptions: Into the Eye of AI, organizzata dalla galleria Noorderlicht a Groningen (Paesi bassi) che ha radunato una selezione internazionale degli artisti visivi più interessanti che lavorano con l'intelligenza artificiale e che ha approfondito come questa nuova tecnologia influenza, consciamente e inconsciamente, la nostra percezione del mondo.

Insegna fotogiornalismo e fotografia documentaria e tiene workshop sul rapporto fra fotografia e intelligenza artificiale.

Broken Mirror esposto al CSF Adams a Roma /  by Filippo Venturi

CSF Adams, il Centro Sperimentale di Fotografia di Roma, ha annunciato che, in collaborazione con Kromart gallery, ospiterà la mostra “Broken Mirror” di Filippo Venturi, che vinse la call for entry per Cosmo Photo Fest il Festival di Fotografia fra scienza e arte, curato da Gabriele Agostini, nella cittadina di Colleferro.

Per tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di visitare la mostra a Colleferro, una occasione unica per vedere da vicino il progetto vincitore, presso la sede del Centro Sperimentale di Fotografia Adams

BROKEN MIRROR, di Filippo Venturi
Mostra visitabile dal 17 Gennaio 2025 al 12 Febbraio 2025
presso il KormArt Gallery / Centro Sperimentale di Fotografia Adams
in Via Biagio Pallai n. 12 – Roma
dal Lunedì al Venerdì nell’orario 10–13 e 16–19.
Sabato su appuntamento. Domenica e festivi chiuso.
Telefono: 06 5344428 – Email: info@csfadams.it – Email Segreteria: segreteria@csfadams.it

IL VERNISSAGE SI TERRÀ VENERDÌ 17 GENNAIO 2025 ORE 18.30.

Link al sito ufficiale: www.csfadams.it/eventi/broken-mirror-filippo-venturi/


“BROKEN MIRROR”
Dal 2015 ad oggi, con la fotografia ho indagato la penisola coreana, esplorandone i fenomeni sociali e i risultati raggiunti attraverso lo sviluppo e la crescita economica, ma anche i conseguenti effetti collaterali sulla popolazione.

Broken Mirror è un lavoro artistico che utilizza il linguaggio documentaristico, in cui ho fuso la mia percezione della Corea del Nord con quella di un’intelligenza artificiale. Ho utilizzato il software Midjourney, a cui ho spiegato nel dettaglio il risultato che volevo ottenere, ripetendo l’operazione per centinaia di volte per ogni immagine, finché non ho ottenuto un risultato simile a quello che avevo immaginato.

Ho inserito nelle scene di vita quotidiana dei nordcoreani un elemento estraneo, sotto forma di insetti che assumono dimensioni sempre più grandi e invadenti, al punto che sembrano avere il controllo sulle persone. Infine, i nordcoreani stessi si trasformano in insetti, completando così il dominio subìto.

L’idea alla base di questo progetto si riferisce al mio lavoro di fotografo documentarista sulla Corea e alla mia passione per la fantascienza e gli scenari distopici; alla fotografia in bianco e nero dei grandi fotografi del passato, ma anche all’alterazione fisica del corpo tipica dei film di David Cronenberg. In un certo senso, ho attinto al mio personale database di immagini, video, riflessioni, suggestioni e paure, forse in maniera non troppo distante da quanto ha fatto l’intelligenza artificiale per assemblare le immagini che volevo, spesso inserendo elementi inaspettati sui quali io non avevo il controllo completo.

Broken Mirror è quindi il risultato di un compromesso tra me e l’intelligenza artificiale, dove l’eccezionalità della società nordcoreana, fortemente influenzata da uno dei regimi totalitari più duri al mondo, che isola di fatto il Paese e i suoi abitanti, è rappresentata attraverso l’inserimento di un elemento alieno, in una sorta di metamorfosi kafkiana.

A un secondo livello di lettura, questo elemento esterno, sotto forma di insetti, è metafora della natura invasiva e controllante della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nella società in generale. L’uso del software Midjourney (attualmente alla versione 6) ha rappresentato la mia rinuncia al completo controllo sul risultato finale, poiché questa tecnologia spesso aggiunge elementi inaspettati e non sempre correggibili.

BIOGRAFIA
Filippo Venturi è un fotografo documentarista e un artista visivo, con base in Italia. Realizza progetti su storie e problematiche riguardanti l’identità e la condizione umana.
Ha documentato dittature totalitarie asiatiche, evidenziando col suo lavoro l’artificiosità con cui questi paesi si mostrano e narrano al mondo, e ha testimoniato le correnti neofasciste in Europa e i movimenti che, in risposta, si battono per il proteggere i diritti delle minoranze e la democrazia.
I suoi lavori sono stati pubblicati su magazine e quotidiani come National Geographic, The Washington Post, The Guardian, Financial Times, Vanity Fair, Marie Claire, Newsweek, Geo, Der Spiegel, Die Zeit, Stern, Internazionale, La Repubblica, Il Corriere della Sera e La Stampa.
Negli ultimi anni si è dedicato a un progetto sulla penisola coreana, che è stato premiato con il Sony World Photography Awards, il LensCulture Emerging Talent Awards, il Premio Il Reportage, il Premio Voglino e il Portfolio Italia – Gran Premio Hasselblad.
I suoi lavori sono stati esposti in musei e festival in Italia e all’estero: al Foro Boario di Modena come “Nuovo Talento” di Fondazione Fotografia Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, alla Somerset House di Londra, allo U Space di Pechino, alla Willy Brandt Haus di Berlino, al Sony Square di New York City, al Copenhagen Photo Festival, al Kaunas Photo Festival, al Voies Off Awards at Les Rencontres d’Arles, al Festival Photolux di Lucca, al SI Fest di Savignano sul Rubicone, al Riaperture Photofestival di Ferrara, al PhMuseum Days Photo Festival di Bologna e al Festival della Fotografia Etica di Lodi.
Lavora con i software generativi basati sull’intelligenza artificiale, realizzando lavori visivi risultati finalisti al PhMuseum Photography Grant e al Cortona On The Move Award e premiati al Kolga Tbilisi Photo Awards e al Fotografia Calabria Festival. È stato uno degli artisti selezionati dal Photo Vogue Festival 2023, evento in cui è anche relatore con un intervento intitolato “Broken Mirror. A dystopian guide to crossing the border”.

www.filippoventuri.photography