Potere

Il poliziotto aggredito e l'intelligenza artificiale /  by Filippo Venturi

Il Ministero dell'Interno ha condiviso un post, corredato da una fotografia, relativo all'aggressione subita da un poliziotto e al soccorso ricevuto da un collega, durante il corteo a Torino del 31 Gennaio 2026.

Diversi elementi fanno ritenere che la fotografia diffusa non sia uno scatto originale, ma un’immagine modificata o ricreata tramite intelligenza artificiale (ipotesi confermata anche dall'analisi con SynthID).

Sopra 3 screenshot dal video che è stato diffuso nei giorni scorsi. Sotto l'immagine diffusa.
Confrontandole, emerge che:

1) L'auto bianca non c’è più.
2) Il poliziotto che soccorre il collega aveva una maschera antigas, anch'essa è sparita. Il volto è ora visibile.
3) Lo scudo del soccorritore è scomparso.
4) Ci sono anche altri dettagli anomali: come l’illuminazione dei due poliziotti da parte dei fari di un’auto della polizia, che nel video non risultano.

Il risultato è una immagine semplificata, di lettura più immediata, ma che non rappresenta fedelmente quel frammento di realtà catturato nel video. Per quanto fotografie e video tradizionali possano non restituire la realtà nella sua complessità e interezza, e possano essere realizzate in modo ingannevole, qui ci troviamo davanti ad un intervento per semplificare e ripulire la realtà, forse dimenticando od omettendo i dettagli suddetti.

Per ragioni ormai ampiamente discusse da almeno 3 anni, l’uso di immagini generate o alterate per rappresentare fatti reali solleva criticità profonde, che diventano ancora più gravi quando è un’istituzione governativa a intervenire su un documento originariamente prodotto da un fotografo o da un videomaker. Può sembrare un dettaglio marginale, ma non lo è, seppur qualcuno possa ritenere che non alteri in modo significativo la narrazione dell’evento accaduto.

Arriveranno momenti in cui non avremo gli strumenti e/o le competenze per orientarci e non farci ingannare. Sospettare e verificare ogni contenuto visivo in cui ci imbattiamo non è sostenibile.

In questo dovrebbe aiutarci il giornalismo, ma diversi giornali hanno utilizzato l'immagine in questione, forse non effettuando sufficienti verifiche o forse sopravvalutando l'affidabilità della fonte.

(Questo mio post nasce dalle anomalie notate dal fotografo Michele Lapini)

Corso/Seminario - Il rapporto fra fotografia, informazione e intelligenza artificiale /  by Filippo Venturi

Corso/Seminario
INFRANGERE LO SPECCHIO
Il rapporto fra fotografia, informazione e intelligenza artificiale

Questo percorso si propone come uno spazio di confronto, pensato soprattutto per chi oggi sta costruendo il proprio sguardo sul mondo: studenti, giovani fotografi, artisti visivi, aspiranti giornalisti e tutte le persone interessate a comprendere il ruolo delle immagini nella società contemporanea.

Temi trattati: fotografia documentaria e pratiche della rappresentazione; cultura visuale e trasformazioni dell’ecosistema informativo; intelligenza artificiale generativa e produzione di immagini sintetiche; processi di produzione, circolazione, interpretazione e verifica delle immagini; pratiche autoriali e progettazione visiva nell’era dell’IA; casi di studio tratti dal fotogiornalismo e dalla comunicazione contemporanea; implicazioni culturali, sociali ed epistemologiche delle tecnologie emergenti.

Il seminario si concentra sull’incontro fra fotografia e intelligenza artificiale, esplorando l’evoluzione del processo creativo e le trasformazioni del ruolo dell’immagine nella comunicazione, nel giornalismo e nella vita quotidiana.

Il docente presenterà alcuni dei suoi progetti di fotografia documentaria, esponendo nel dettaglio la filosofia che li sostiene e le metodologie pratiche adottate. Saranno inoltre analizzate le differenze teoriche e pratiche tra il processo fotografico tradizionale e l’impiego dell’IA nella produzione delle immagini, mostrando come queste tecnologie possano introdurre nuove possibilità creative e modificare le modalità con cui un progetto viene concepito, costruito e interpretato.

In un’epoca di deepfake, algoritmi opachi e flussi visivi incontrollati, il ruolo di fotografi, giornalisti e comunicatori non si esaurisce nella testimonianza, ma implica sempre più una funzione critica, che richiede di interrogarsi su responsabilità, etica, trasparenza e fiducia. Comprendere questi meccanismi diventa essenziale per non subire passivamente le immagini, ma per imparare a leggerle, smontarle e, se necessario, usarle consapevolmente come forma di resistenza culturale.

Saranno esaminati casi recenti che hanno avuto un impatto significativo nel panorama dell’informazione internazionale. Saranno affrontati sia i timori legati all’adozione di questa nuova tecnologia, sia le potenzialità che porta con sé, aprendo un dibattito sul futuro dell’arte fotografica e della nostra interazione con le immagini digitali.

La fotografia e l’IA non sono strumenti da temere o da idolatrare, ma linguaggi da comprendere a fondo per poterli usare con lucidità, immaginazione e senso critico. L’obiettivo non è fornire risposte definitive, ma stimolare domande urgenti su chi siamo, su come raccontiamo il mondo e su quale responsabilità scegliamo di assumerci nel farlo.

La questione centrale non è soltanto ciò che queste tecnologie saranno in grado di fare, ma il modo in cui sceglieremo di utilizzarle, integrandole nella produzione culturale senza rinunciare a responsabilità, consapevolezza e capacità critica.

Il percorso è modulabile per durata e formato in base al contesto e al pubblico di riferimento. Offre strumenti critici per leggere e interpretare le immagini contemporanee e per comprendere come fotografia e intelligenza artificiale influenzino l’informazione e la costruzione della realtà. I partecipanti acquisiranno una maggiore consapevolezza dei meccanismi tecnologici, culturali e di potere che agiscono dietro le immagini, sviluppando un approccio responsabile, creativo e informato al loro utilizzo.


Docente
FILIPPO VENTURI
Fotografo documentarista, artista visivo, docente e divulgatore

Collabora con diverse realtà, tra cui l’Università di Bologna, dove tiene un corso di Fotografia nell’ambito del Master in Giornalismo e un corso dedicato alle Immagini Generate con IA per il Master in Nuovi Media.

I suoi progetti indagano l’identità e la condizione umana. Nel corso degli anni ha raccontato dittature, democrazie in crisi, movimenti impegnati nella difesa dei diritti e profonde trasformazioni sociali in diverse aree del mondo. Nel 2017, su incarico di Vanity Fair, ha realizzato un ampio reportage in Corea del Nord, in un momento di particolare tensione internazionale.

Una parte significativa della sua ricerca è dedicata al modo in cui l’evoluzione tecnologica sta trasformando la fotografia, l’informazione e la nostra percezione della realtà. Grazie a una laurea in Scienze dell’Informazione e alla sua lunga esperienza nel fotogiornalismo, Venturi mette in relazione pratiche fotografiche tradizionali e tecnologie emergenti, interrogandosi sulla natura, sulla credibilità e sulla funzione delle immagini nel presente.

I suoi progetti sono stati pubblicati da importanti testate, tra cui National Geographic, The Washington Post, The Guardian, Financial Times, Vanity Fair, Marie Claire, Geo, Der Spiegel, Internazionale, La Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa.

Dal 2023 ha sviluppato una serie di progetti concettuali che intrecciano fotografia e IA, ottenendo riconoscimenti in concorsi e festival.

Accanto alla pratica artistica, svolge un’intensa attività didattica dedicata al fotogiornalismo, alla fotografia documentaria e all’intelligenza artificiale, intervenendo regolarmente in contesti accademici e culturali. I suoi corsi e seminari sono stati ospitati dalla New York University, dall’Università di Padova, dall’Accademia di Belle Arti di Roma, dal Copenhagen Photo Festival e dal festival BergamoScienza.

www.filippoventuri.photography
filippo.venturi@gmail.com