In questa foto c’è un bambino felice (che però si guarda bene dal darlo a vedere) 🙂
Cinque minuti prima, Ulisse mi aveva confidato che oggi si è realizzato un suo sogno. Fin dalla prima elementare sperava che fossi io a scattare la foto della sua classe. E oggi, che è in terza, quel piccolo sogno si è avverato!
In questi anni avevo preferito evitare di inserirmi in equilibri delicati, di quelli che, anche con le migliori intenzioni, rischi di alterare. Ma quando mi hanno detto che serviva un fotografo per la foto di classe, mi sono offerto volentieri.
Ricordavo quel suo desiderio di quando aveva sei anni e mi domandavo se, nel frattempo, fosse ancora così importante per lui.
A quanto pare, sì!
Ulisse
Biblioteche come palestre /
Biblioteche come palestre
In una società e una comunicazione di massa che si basa su picchi di concentrazione di pochi secondi focalizzati su stimoli visivi (foto e video), immagino (o forse spero) che fra qualche anno le biblioteche diventeranno le nuove palestre. Luoghi in cui allenare la concentrazione, la lettura e la scrittura non istantanea, disintossicandosi dai fast-content.
Ci saranno istruttori che assegneranno parole crociate, esercizi di comprensione del testo e serie da dieci pagine consecutive. Sugli scaffali, integratori specifici per mantenere l’attenzione necessaria a terminare un articolo o, per gli atleti più evoluti, persino un libro.
Ci saranno i corsi di gruppo per liberarsi dalla dipendenza dall’attualità. Tutti insieme, chi con una mazza e chi a mani nude, a frantumare immagini di argomenti che per qualche ora ci sono sembrati fondamentali, ma che in realtà ci stavano soltanto distraendo dalla nostra vita e dalla nostra serenità.
Me la immagino, una grande stampa con il ritratto di un uomo e la scritta: "Cosa ne pensi del gioielliere Roggero? E della proposta di Salvini di candidarlo?". E tu che la strappi in mille coriandoli urlando "CHISSENEFOTTE!".
Oppure un fotogramma dell’Odissea di Nolan, con Elena di Troia interpretata da Lupita Nyong’o, da fare a pezzi con i denti mentre farfugli: "Da quanto tempo non vado a trovare mia madre?". O ancora "Forse dovrei smettere di rimandare quel caffè con gli amici. Non è vero che non ho mezz’ora libera. E' che devo scorrere altri cinquanta reel o dire la mia sull’ennesima cazzata".
L'Odissea di Nolan e l'intelligenza artificiale /
Probabilmente avrete letto delle polemiche sulla scelta di Lupita Nyong’o per interpretare Elena di Troia nel film "Odissea" di Christopher Nolan.
Al di là del fatto che qualunque attrice chiamata a incarnare "la donna più bella del mondo" sarebbe inevitabilmente finita sotto esame, in questo caso la causa principale delle contestazioni è stata il colore della sua pelle.
Qualcuno ha pensato bene di modificare con l’intelligenza artificiale un fotogramma del film (dove il viso è già deformato perchè sta gridando), alterando il volto dell’attrice per renderlo meno attraente e gettando benzina sul fuoco di una discussione animata da odiatori e attraversata da razzismo e disinformazione. Sui social l'immagine modificata sta girando parecchio.
Non è la prima volta e certamente non sarà l’ultima. Questo però rappresenta un ulteriore episodio che conferma il timore che l'IA, in ambito visivo, continui ad affermarsi come strumento per la manipolazione della realtà con finalità propagandistiche o divisive.
E la facilità di utilizzo rende alla portata di chiunque alterazioni che in passato richiedevano più competenze. Quindi, sì, potevano farlo prima con Photoshop o simili, ma ora può farlo chiunque con una semplice istruzione testuale o verbale (prompt).
Anche contenuti apparentemente innocui, come i meme, nei quali immagini e video generati con l’IA sono ormai sempre più diffusi, possono contribuire a questo processo di normalizzazione delle immagini false, rafforzando pregiudizi e rendendo sempre più incerto il confine tra ciò che è vero e ciò che è manipolato.
Ulisse alla scoperta di Letizia Battaglia /
Qualche giorno fa ho portato mio figlio Ulisse alla visita guidata per bambini — condotta dalla sempre bravissima Lisa Rodi — della mostra “Letizia Battaglia. L'opera 1970-2020” ai Musei di San Domenico, a Forlì.
Conoscevo già bene il lavoro immenso di Letizia, ma questa visita mi ha permesso di rivederlo con calma e scoprire nuovi dettagli e aneddoti.
Al primo piano, comprensibilmente, la visita guidata ha saltato la sala dedicata alle stragi di mafia dove io, invece, mi ci sono soffermato a lungo.
Come detto, conoscevo già queste fotografie ma, entrando nella sala, quando mi è apparsa la stampa grande del giudice Giovanni Falcone ai funerali del generale Dalla Chiesa, vittima della mafia nel 1982, e conoscendo anche il destino solitario che lo attenderà nei dieci anni successivi, fino al suo assassinio, ho avuto una sorta di sindrome di Stendhal e gli occhi mi si sono riempiti di lacrime.
Ho rivisto i cadaveri delle vittime, le macchine coi vetri in frantumi, i parenti disperati e tutto il turbinio di voci e grida — potevo sentirle, in qualche modo — e questo era davvero insopportabile. Quando poi ho letto il testo che presentava le opere esposte nella sala, ho potuto comprendere a fondo la sua profonda stanchezza nel fotografare queste situazioni, senza vedere una reazione da parte dei cittadini e delle autorità.
Dopo essermi ripreso, mi sono riunito al gruppo di bambini che, intanto, stava osservando una delle sale successive, con soggetti più leggeri, dove c’erano anche le fotografie di Letizia a dei bambini che giocano con delle pistole giocattolo ricevute in dono dai genitori, nel Giorno dei Morti.
Sono arrivato giusto in tempo per sentire Ulisse fare una delle sue tipiche osservazioni, da bambino, a volte fuori tema ma allo stesso tempo perfettamente in tema: “Io è tutta la vita che mi chiedo perché fanno i fucili e le pistole se poi non le usano bene”.
Ho provato una certa soddisfazione e consolazione.
Nell’ultima sala, la mia attenzione è andata al potente ritratto che Letizia Battaglia ha fatto a Rosaria Costa — la vedova dell’agente di scorta Vito Schifani, ucciso nella strage di Capaci del 23 maggio 1992 insieme a Giovanni Falcone, alla moglie e agli altri agenti — e si è ripetuto quello strano fenomeno in cui potevo sentire le fotografie parlare, ma in questo caso ho udito le parole del suo indimenticabile intervento in chiesa, al funerale del marito.
Ulisse ha invece notato la foto di una madre sulla spiaggia, abbracciata alla figlia, con didascalia “Olimpia a Mondello” e mi ha confidato che gli piacerebbe una foto così, abbracciato alla mamma.
La calcolatrice dell'arte /
L'altro giorno Ulisse mi ha confidato il desiderio di seguire un corso di disegno, cosa che mi ha reso molto felice. Gli ho detto che ne avrei cercato uno adatto a lui.
Poi, ripensando alle immagini diventate virali di recente — quelle generate con ChatGPT che ricalcavano lo stile dello Studio Ghibli — mi sono chiesto per un attimo se, per un bambino di 7 anni, abbia ancora senso frequentare un corso tradizionale di disegno oppure se non convenga esplorare direttamente l'intelligenza artificiale generativa.
In una recente intervista avevo detto qualcosa tipo "Se non avessi prima studiato la fotografia, non avrei potuto produrre i lavori che ho svolto con l'intelligenza artificiale generativa, imitando lo stile fotografico. Di sicuro non avrei potuto farlo con la stessa consapevolezza e lucidità".
Ho poi riflettuto sul fatto che da secoli disponiamo delle calcolatrici ma continuiamo comunque a insegnare le quattro operazioni fondamentali dell'aritmetica e tanto altro che potrebbe fare per noi un computer. In questo contesto, fornire oggi a Ulisse una "calcolatrice dell'arte", come ad esempio Midjourney, mi è parso improvvisamente un errore madornale.
Sono però consapevole di essere di un'altra generazione, abituato a ragionare in un mondo senza intelligenza artificiale e dove il processo creativo era diverso da quello che si sta delineando all'orizzonte. Si, l'intelligenza artificiale può essere uno strumento a disposizione, ma sappiamo bene che nasce con propositi più ambiziosi, che includono, in futuro, anche una autonomia e iniziativa da parte di questo strumento, che avrà conseguenze forse oggi non immaginabili sul concetto di arte e di creazione.
P.S.
Cerco un corso di disegno per bambini a Forlì o dintorni :)
I denti di Ulisse /
I was afraid to show him this plate of his teeth but I tried to explain it to him. After a few seconds, he had put it like this! I asked him to stay there a moment longer, to take a picture.
Ero timoroso nel mostrargli questa sua lastra ma ho provato a spiegargliela. Dopo pochi secondi, s'era messo così! Gli ho chiesto di restarci ancora un attimo, per fare una foto.
Best 9 on Instagram 2022 /
Come da tradizione, ecco le 9 immagini più popolari del mio account Instagram nel 2022.
Un albero caduto dalle parti di Stia;
La tesi con cui mi sono laureato in marzo in Scienze dell’Informazione, concludendo gli studi ripresi durante la pandemia (uno dei pochi effetti positivi di quel periodo);
Una foto di Hamnøy, dal viaggio in Svezia e Norvegia;
Una foto dell'installazione della mostra "Linea con/temporanea R0” a Forlì, con i progetti realizzati durante il laboratorio che ho condotto nel 2019 e che era rimasto in un limbo a causa della pandemia;
Una fotografia della manifestazione in occasione dell'anniversario della liberazione di Predappio (paese che è stato particolarmente al centro dell'attenzione quest'anno, per via del Centenario della marcia su Roma, e che ho girato in lungo e in largo per alcuni reportage per riviste e quotidiani);
Una foto di un articolo del Resto del Carlino dove parlavo di Kazakistan e che Ulisse portava con sè perché c'era una ritratto del suo papà;
Una foto dove io e Ulisse concordiamo alcune birichinate da compiere in Norvegia;
Una fotografia di Ulisse che visita l'installazione fotografica del mio lavoro "Pollution Valley" nelle meravigliose Foreste Casentinesi;
Infine un ritratto di Ulisse lungo il viaggio in Svezia e Norvegia.
Per chi volesse vedere i miei best 9 degli anni scorsi:
Best 9 del 2021
Best 9 del 2019
Best 9 del 2018
Best 9 del 2017
Best 9 on Instagram 2021 /
Come da tradizione, ecco le 9 immagini più popolari dal mio account Instagram nel 2021.
Due foto dal lavoro “L’arte di saltare nel buio”, pubblicato su D La Repubblica e Washington Post.
Due foto del Campanile sommerso, nel Lago di Resia, visitato durante un viaggio.
Un meme su Alberto Angela e Alessandro Barbero.
Una foto della Pialassa della Baiona, a Ravenna.
Una foto di un temporale sul Lago di Iseo.
Una foto del momento in cui, con le dita, ricreavo l’ombra di un dinosauro mentre giocavo con Ulisse :D
La locandina del Festival di fotografia Riaperture, a Ferrara, a cui ho avuto il piacere di partecipare ed esporre.
Il mio progetto "In Time of Peril" sul Washington Post /
Oggi, sul "Washington Post", il mio progetto personale "In Time of Peril. A Diary from the Red Zone", incentrato sull'isolamento domestico a causa del Coronavirus e la mia famiglia. In particolare su mio figlio Ulisse.
E' qualcosa di diverso dal mio solito, più intimo e sperimentale, che sto approfondendo grazie all'isolamento forzato a casa (e pensare che nei miei piani, oggi, sarei dovuto essere in viaggio in Cina).
L'articolo originale è qui: What life is like under lockdown in northern Italy.
Thanks to MaryAnne Golon and Kenneth Dickerman!
Best 9 on Instagram 2019 /
Come da tradizione, ecco le 9 immagini più popolari dal mio account Instagram nel 2019.
3 foto di rugby e 1 di arti marziali (scattata anni fa, ma che ho ri-utilizzato per lanciare il mio sito sports-photography.net).
1 foto del mio libro fotografico su Corea del Sud e del Nord.
1 foto non mia di McCurry, con la quale annunciavo che lo avrei intervistato e fotografato.
1 foto di Ronald McDonald in versione Pennywise (IT) di Stephen King. Peccato non si trovino più queste statue nei McDonald altrimenti avrei continuato la serie.
1 breve video sulle forme geometriche che uno stormo di uccelli disegnava nel cielo di Faenza.
1 foto del mio piccolo Ulisse con luce caravaggesca, mentre abbraccia la mamma.