Italy

The Aftermath. Italy's Recent Downburst by Filippo Venturi

Documenting the Downburst at Parco della Resistenza, Forlì, Italy, 21 August 2026.
A visual reportage documenting the severe damage to Parco della Resistenza in Forlì following the powerful downburst that struck the area. The intense straight-line winds uprooted mature trees and altered the landscape of one of the city's main green spaces.


Documentazione del downburst al Parco della Resistenza di Forlì, 21 agosto 2026.
Un reportage visivo che documenta i gravi danni subiti dal Parco della Resistenza di Forlì in seguito al violento downburst che ha colpito la zona. Le intense raffiche di vento rettilineo hanno sradicato alberi storici e modificato il paesaggio di uno dei principali spazi verdi della città.

Ravenna Football Club and Ronaldinho - Team Presentation by Filippo Venturi

Ravenna FC – Team Presentation

A selection of photographs taken during the official presentation of Ravenna FC, an event that brought together the team, the club and its supporters, with Ronaldinho among the special guests.

The reportage documents the evening through a series of moments from the event, combining images of the main protagonists, the crowd and the atmosphere surrounding the presentation.

Photography: Filippo Venturi
Camera: Canon
Location: Marina di Ravenna, Italy
Date: 20 August 2026
© Filippo Venturi Photography. All rights reserved


Ravenna FC, la presentazione della squadra

Una selezione di fotografie realizzate in occasione della presentazione ufficiale del Ravenna FC, un evento che ha riunito squadra, società e tifosi e che ha visto tra i protagonisti anche Ronaldinho.

Il reportage racconta la serata attraverso alcuni momenti dell’evento, alternando immagini dei protagonisti, del pubblico e dell’atmosfera che ha accompagnato la presentazione.

Fotografie di: Filippo Venturi
Attrezzatura: Canon
Luogo: Marina di Ravenna, Italy
Data: 20 Agosto 2026
© Filippo Venturi Photography. Tutti i diritti riservati

San Francesco d'Assisi by Filippo Venturi

The Sacred Mountain of Orta is one of the nine Sacri Monti of Piedmont and Lombardy, inscribed as UNESCO World Heritage Sites. It is located in the municipality of Orta San Giulio, in the province of Novara.

The reasons that led to its recognition are as follows:

“This complex, the only one dedicated to Saint Francis of Assisi, was built in three phases. The first began in 1590 at the will of the local community and continued until around 1630; stylistically, it is characterized by Mannerism. In the second phase, which lasted until the end of the 17th century, the predominant style was Baroque, which then developed, during the third period, until the end of the 18th century into freer forms, blending with other influences. The complex consists of 20 chapels, the ancient Hospice of Saint Francis, a monumental gate, and a fountain. This sacred mountain is the only one whose layout has remained unchanged since the 16th century. The garden, with a magnificent view over Lake Orta, is of exceptional quality.”

Unlike the other Sacred Mountains, the one in Orta is the only one entirely dedicated to a single saint. The 20 chapels that compose it depict episodes from the life and miracles of Saint Francis of Assisi, who is seen as embodying Christ and living out his mystical and charitable experience. In keeping with the idea common to all the Sacred Mountains—to offer a theatrical representation of events—inside the chapels there are groups of life-sized painted terracotta statues (376 in total), along with numerous frescoes depicting episodes from the saint’s life that serve as a backdrop to the sculptural groups.

On the entrance arch there is a statue of the saint by Dionigi Bussola; the inscription on the arch’s frieze reads: “Here, in ordered chapels, one sees the life of Francis; if you wish to know the author, it is Love.”

Of the 32 chapels originally planned, 20 were built.


Il Sacro Monte di Orta fa parte del gruppo dei nove Sacri Monti alpini in Piemonte e Lombardia considerati patrimoni dell'umanità e si trova nel comune di Orta San Giulio in provincia di Novara.

Le motivazioni che hanno portato al riconoscimento così recitano:

«Questo complesso, il solo dedicato a San Francesco d'Assisi, fu costruito in tre fasi. La prima, che ebbe inizio nel 1590 per volere della comunità locale e che continuò fin verso il 1630; essa è contraddistinta, come stile, dal manierismo. Nella seconda fase, che durò fino alla fine del XVII secolo, lo stile predominante fu il barocco, stile che si sviluppò poi, durante il terzo periodo, sino alla fine del XVIII secolo, in forme più libere fondendosi con altre influenze. Il complesso consiste di 21 cappelle, l'antico Ospizio di San Francesco, una porta monumentale ed una fontana. Questo sacro monte è l'unico a non aver subito cambiamenti nel suo assetto topologico dopo il XVI secolo. Il giardino, con una magnifica vista sul lago di Orta, ha una qualità eccezionale.»

A differenza degli altri Sacri Monti, quello di Orta è l'unico interamente dedicato a un santo, le 20 cappelle che lo compongono raffigurano infatti episodi della vita e dei miracoli di San Francesco d'Assisi, che incarna in sé la figura di Cristo e ne vive l'esperienza mistica e caritatevole. In coerenza con l'idea, comune a tutti i Sacri Monti, di offrire una rappresentazione teatrale degli eventi, all'interno delle cappelle si trovano gruppi di statue di terracotta dipinta a grandezza naturale (nel complesso sono 376) e numerosi affreschi raffiguranti episodi della vita del santo che fanno da sfondo ai gruppi statuari.

Sull'arco di ingresso si trova una statua del santo a opera di Dionigi Bussola, l'iscrizione sul fregio dell'arco riporta la scritta «Qui in ordinate cappelle si vede la vita di Francesco, se desideri saperlo l'autore è l'amore».

Delle 32 cappelle previste ne sono state realizzate 20.

Notte di San Lorenzo by Filippo Venturi

Nella notte di San Lorenzo, la spiaggia di Sant’Isidoro si accende di piccole luci domestiche: lampade da campeggio, candele, lanterne improvvisate che disegnano isole di calore nel buio. I tavoli pieghevoli diventano luoghi d’incontro, le tovaglie ondeggiano leggere come vele, e tra un bicchiere di vino e una fetta di anguria si intrecciano storie, risate e ricordi. La scena è un mosaico di umanità, mentre tutti alzano di tanto in tanto lo sguardo verso il cielo, in cerca di una stella cadente a cui affidare un desiderio.
Nardò (Lecce, Italia), 10/08/2025.


On the night of San Lorenzo, the beach of Sant’Isidoro lights up with small domestic glows: camping lamps, candles, improvised lanterns tracing islands of warmth in the dark. Folding tables turn into gathering places, tablecloths ripple lightly like sails, and between a glass of wine and a slice of watermelon, stories, laughter, and memories intertwine. The scene is a mosaic of humanity, while everyone now and then lifts their gaze to the sky, searching for a shooting star to entrust with a wish.
Nardò (Lecce, Italy), 08/10/2025.


Una Notte nell'Abbazia di San Galgano by Filippo Venturi

(english below)

Una Notte nell'Abbazia di San Galgano

Venerdì 1 agosto 2025, dopo il tramonto, si è svolta una visita particolare all'Abbazia di San Galgano, sita nel comune di Chiusdino, in provincia di Siena, in Toscana.
Archeologhe e archeologi dell’Università di Siena, in abiti medievali, hanno guidato i partecipanti tra le antiche e imponenti navate, alla luce soffusa delle fiaccole, narrando i segreti della suggestiva abbazia cistercense.
Edificata tra il 1220 e il 1288 circa, l’Abbazia di San Galgano è uno dei più affascinanti esempi di architettura gotico-cistercense in Italia. Priva di tetto ma con le sue mura, navate e abside ancora perfettamente leggibili, regala un impatto visivo potente e misterioso. Negli anni ’80 del Novecento, fu scelta dal regista russo Andrej Tarkovskij come una delle location del film Nostalghia.
Ogni estate, i ricercatori dell’Università di Siena conducono scavi archeologici nelle aree che un tempo ospitavano il chiostro, il refettorio e le cucine. Le indagini hanno restituito preziose informazioni sulla vita quotidiana dei monaci, tra cui — in maniera sorprendente per un’abbazia nell’entroterra senese — il consumo regolare di pesce. L’esperienza di scavo viene condivisa con il pubblico attraverso tour guidati e attività di living history in costume storico, che permettono di restare aggiornati sui lavori svolti.
Negli ultimi anni, parallelamente agli scavi, sono stati avviati anche importanti interventi di restauro, come il recupero della sacrestia inferiore e dei suoi affreschi trecenteschi, il restauro di due guglie originarie della facciata e il progetto di riapertura del dormitorio monastico, che amplierà gli spazi visitabili.
L'evento è stato organizzato dalla Fondazione San Galgano.
Chiusdino, in provincia di Siena (Toscana, Italia), 1 Agosto 2025.


One Night at the Abbey of San Galgano

On Friday, August 1, 2025, after sunset, a special visit took place at the Abbey of San Galgano, located in the municipality of Chiusdino, in the province of Siena, Tuscany.
Archaeologists from the University of Siena, dressed in medieval costumes, guided participants through the ancient and imposing naves, illuminated by the soft glow of torches, revealing the secrets of the evocative Cistercian abbey.
Built between around 1220 and 1288, the Abbey of San Galgano is one of the most fascinating examples of Gothic-Cistercian architecture in Italy. Roofless yet with its walls, naves, and apse still perfectly intact, it offers a powerful and mysterious visual impact. In the 1980s, it was chosen by Russian director Andrei Tarkovsky as one of the filming locations for Nostalghia.
Every summer, researchers from the University of Siena carry out archaeological excavations in the areas that once housed the cloister, the refectory, and the kitchens. These investigations have provided valuable insights into the monks’ daily life, including — surprisingly for an abbey in the Sienese hinterland — the regular consumption of fish. The excavation experience is shared with the public through guided tours and living history activities in historical costume, allowing visitors to follow the ongoing work.
In recent years, alongside the excavations, important restoration projects have been undertaken, such as the recovery of the lower sacristy and its 14th-century frescoes, the restoration of two original spires from the façade, and the planned reopening of the monks’ dormitory, which will expand the visitable spaces.
The event was organized by the San Galgano Foundation.
Chiusdino, Province of Siena (Tuscany, Italy), August 1, 2025.

How long is the night? su Il Reportage by Filippo Venturi

Novembre 2021. Quando premette l'interruttore, il "miracolo" tanto atteso che ci aveva spinto in cima alla montagna, non si è ripetuto. L'entusiasmo che ci aveva pervaso durante la faticosa salita, l'idea di assistere alla nascita di un minuscolo sole, svanì nel nulla.

Per un attimo ci fu un susseguirsi infinito di tentativi di spegnere e riaccendere, di controllare che i fili visibili fossero correttamente collegati, di premere i tasti del piccolo schermo a led per verificare le specifiche dello specchio. La tipica battaglia frustrante tra l'uomo e la tecnologia, quando quest'ultima si rifiuta di soddisfare i nostri desideri.

«Non capisco. Dovrebbe funzionare», ripeteva Pier Franco Midali, classe 1959, ex sindaco di Viganella, un uomo dallo sguardo luminoso e determinato. Quella stessa mattina mi aveva guidato con un'agilità leggera e rapida, quasi danzando sulle rocce, come un capriolo, spinto dal desiderio di mostrarmi il prodigio di cui era stato l'artefice molti anni prima e che per quindici anni si era manifestato, ogni giorno undici del mese di novembre.

Quel giorno la creazione di Midali, che avrebbe dovuto inviare un raggio di speranza e luce su Viganella, rimaneva immobile, inerte. Nelle sue parole tormentate percepivo l'eco di una delusione profonda che non accettava quel fallimento.

La “giornata del sole”, come era stata battezzata, si tramutò presto in un giorno di lutto e, scendendo la montagna, Midali continuava a ripetere che sarebbe bastato un semplice intervento del tecnico per ripristinarlo. Ma la macchina burocratica locale, che avrebbe dovuto occuparsi ufficialmente della questione e restituire la luce, è ferma da allora. [...]

Un estratto dall'articolo che ho scritto per l'ultimo numero de Il Reportage, abbinato al mio lavoro fotografico "How long is the night?".
https://www.filippoventuri.photography/howlongisthenight

Qui il link per acquistarlo:
https://www.ilreportage.eu/prodotto/numero-55/

Pubblicazione sul magazine Photographers' Companion by Filippo Venturi

Sul magazine cinese Photographers' Companion, è uscito il mio lavoro fotografico "How long is the night?" con anche una intervista al sottoscritto!

La Valle Antrona (dal latino antrum, cioè caverna profonda e oscura) è un territorio che, per secoli, è stato esplorato e scavato alla ricerca di oro e che conta oggi innumerevoli miniere abbandonate e dimenticate.
Qui si colloca Viganella, un paese di circa duecento abitanti che, fra l’11 novembre e il 2 febbraio, per 83 giorni, non viene illuminato dal sole, celato dietro la barriera naturale costituita dalla vallata, ritrovandosi quindi immerso in un’ombra costante che muta colori e umori.
Le origini del borgo in questa posizione sono smarrite nel tempo, ma si ipotizza che sia sorto intorno all’anno 1200 (data del documento più antico che menziona il paese e la sua comunità di minatori e carbonai), motivato dallo sfruttamento del territorio.
La prolungata assenza del sole, come riferimento ma anche simbolo di vita e speranza, ha provocato una reazione visionaria e poetica: l’installazione di un grande specchio rotante, in cima al monte a nord, che consente di riflettere i raggi solari sul paese.
Per tutti gli abitanti, l’11 novembre 2006 è "il giorno della luce", il momento magico in cui fu inaugurato lo specchio, del peso di 11 quintali, installato a monte del paese a 1050 mt. di altitudine, in località Scagiola, dove nelle giornate di cielo sereno il sole giunge e si mantiene dalle ore 9 alle ore 15 circa, regalando alla piazza del paese circa sei ore di luce riflessa.
Quest’anno però, dopo 15 anni di funzionamento, lo specchio non si è attivato a causa di problemi non ancora chiariti, lasciando il paese nell’oscurità.

The Antrona Valley (from the Latin antrum i.e. a deep, dark cave) is a territory which, for centuries, has been explored and excavated in search of gold and today boasts countless abandoned and forgotten mines.
Here lies Viganella, a town of about two hundred inhabitants which, between 11 November and 2 February, for 83 days, is not illuminated by the sun, hidden behind the natural barrier formed by the valley, thus finding itself immersed in a constant shadow that changes colours and moods.
The origins of the village in this position are lost in time, but it is assumed that it emerged around the year 1200 (the date of the oldest document that mentions the village and its community of miners and charcoal merchants), motivated by the exploitation of the local area.
The prolonged absence of the sun, as a reference but also a symbol of life and hope, provoked a visionary and poetic reaction: the installation of a large rotating mirror, on top of the mountain to the north, enabling the sun’s rays to be reflected onto the town.
For all the inhabitants, 11 November 2006 is “the day of light”, the magical moment in which the mirror, weighing 1100 kg, was inaugurated, installed uphill from the village at an altitude of 1050 metres, in the district of Scagiola, where on clear days the sun arrives and stays from 9 am to about 3 pm, giving the town square about six hours of reflected light.
This year, however, after 15 years of operation, the mirror did not work, due to problems which have yet to be cleared up, leaving the town in darkness.

Pubblicazione su De Morgen by Filippo Venturi

Sul quotidiano belga De Morgen, nella versione online e cartacea, è uscita una selezione di fotografie dal mio reportage su Predappio e i nostalgici fascisti, intitolato “C’era una volta il Duce”.

Il testo dell’articolo è della giornalista Rosa van Gool. La photoeditor è Jasmine Baert.

L’articolo originale è qui: Waarom Italië Mussolini vereert: op bedevaart naar het dorp van ‘oom Benito’

Pubblicazione su De Volkskrant by Filippo Venturi

Sul quotidiano olandese De Volkskrant è uscita una selezione di 14 fotografie dal mio reportage su Predappio e i nostalgici fascisti.
Il testo dell’articolo è della giornalista Rosa van Gool. La photoeditor è Veronique Smedts.

L’articolo originale è qui: Waarom Italië Mussolini vereert en zijn zwarte verleden verzwijgt

Pubblicazione su OZY by Filippo Venturi

Per OZY, il magazine statunitense, ho intervistato e ritratto alcuni personaggi e cittadini di Predappio, in vista del Centenario della Marcia su Roma che verrà celebrato a fine ottobre!

Di seguito qualche fotografia dal reportage.