Venice

Plautus Festival, Il Mercante di Venezia by Filippo Venturi

Ghione Produzioni presenta
Mariano Rigillo e Romina Mondello in
IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare

Scene: Fabiana di Marco
Costumi: Daniele Gelsi
Luci: Gianluca Cioccolini
Regia: Giancarlo Marinelli

Personaggi e interpreti
Shylock: Mariano Rigillo
Porzia: Romina Mondello
Antonio: Ruben Rigillo
Job: Cristina Chinaglia
Bassanio: Francesco Maccarinelli
Jessica: Francesca Valtorta
Doge di Venezia: Antonio Rampino
Lorenzo: Mauro Racanati
Graziano: Simone Ciampi
Nerissa: Giulia Pelliciari

Note di regia
Nel “Mercante di Venezia” i temi affrontati sono quelli eternamente cari al Bardo: il conflitto tra generazioni; la bellezza che muore e che si riscatta ad un tempo, (sullo sfondo una Venezia divisa tra Thomas Mann e Giorgio Baffo); la giovinezza che deve fare i conti con le trasformazioni del tempo e della società, (la crisi della potenza economica e culturale lagunare, assorbita da un gioco festoso, metafora di una persistente primavera della vita che è “perenne amare i sensi e non pentirsi”, come direbbe Sandro Penna). A perpetuare una strada già solcata con successo, (il precedente “Mercante” da me diretto era interpretato dal grande Giorgio Albertazzi), si staglia l’eccellenza scenica di Mariano Rigillo nei panni di Shylock. Uno degli attori fondamentali nelle mie visioni che, di fatto, mi ha tenuto a battesimo, (Biennale Teatro Venezia 2007, “La sposa persiana”). Con lui, Romina Mondello nella principessa “terrestre” Porzia, e una nutrita schiera di giovani attori pieni di talento. “Nell’antico concerto che dice la rassegnata disperazione per la morte di un uomo, e forse d’una città, e forse anche di tutto ciò che è già vissuto abbastanza”. Questa la fine di “Anonimo Veneziano” di Giuseppe Berto. Ecco; il mio “Mercante” comincia così.
Giancarlo Marinelli

Pubblicazione su Io Donna del Corriere della Sera by Filippo Venturi

Esce oggi su Io Donna, l'inserto del Corriere della Sera, il mio reportage de Il Ballo del Doge, l'evento in maschera più esclusivo (e costoso) del Carnevale di Venezia, all'interno dell'articolo "Il bello di non riconoscersi", sul fascino dell'uso della maschera fin dai tempi di Giacomo Casanova :)