A proposito di ICE / by Filippo Venturi

Qualche testimonianza a proposito di ICE (l’agenzia federale che si occupa del controllo dell’immigrazione e delle frontiere degli Stati Uniti, ma che dall’arrivo di Trump è progressivamente diventata una milizia che opera al di sopra della legge, tra violenze e abusi di potere):

Mi hanno chiesto esplicitamente se sapessi dove vivevano le famiglie della comunità Hmong (un gruppo etnico asiatico), nel mio quartiere. Ho risposto che non lo sapevo. Allora mi hanno chiesto "E le famiglie asiatiche?". Ero un po’ scossa e piuttosto scioccata da ciò che mi era stato chiesto di fare.

Ho visto diversi rapimenti da vicino. Ciò che stanno facendo consiste nel girare in convogli militari finché non vedono qualcuno che è solo e non è di carnagione bianca, per poi scendere in massa dal veicolo e trascinare quella persona dentro il furgone, sgommando via, il tutto in una novantina di secondi circa.

Quelli di ICE non sanno chi stanno fermando perché non fanno domande e prendono passanti scelti a caso. Quando lo vedi, è letteralmente indistinguibile da un rapimento, se non per il fatto che sono così tanti e che sono armati e corazzati molto più di un qualsiasi rapitore.

Se ne vedi uno (di rapimento), la cosa più importante è chiedere a chi viene fermato "Come ti chiami?" perché altrimenti di quella persona si rischia di perdere ogni traccia. Ho visto un rapimento in un vicolo ma mi sono bloccato per un secondo e non l’ho gridato in tempo, e quell’uomo è semplicemente… sparito.