SOFTWARE DENUDATORI
Quando l’IA riscrive i corpi
Grok, l’intelligenza artificiale di Elon Musk, interpellabile sul social network X (ex Twitter), consente da qualche tempo di modificare in pochi secondi le fotografie condivise da altri utenti, pubblicando direttamente il risultato sulla piattaforma.
Così può capitare che una ragazza condivida una propria fotografia e gli utenti, nei commenti, chiedano a Grok di mostrarla in bikini, di farla diventare un uomo, di mostrarne il viso che nella foto originale era celato (il viso generato, presumibilmente, è inventato e non quello reale; ma non sarebbe difficile istruire una IA a cercare altre foto nel profilo di quella ragazza per risalire al viso e inserirlo nell'immagine generata) e così via.
Se è facilmente intuibile quali possano essere le conseguenze negative di questa nuova possibilità, non è ben chiaro quali siano quelle positive. Prima o poi ci scapperà qualche post divertente, e poi? Tutti gli altri deepfake che effetto avranno?
Ufficialmente Grok è stato limitato dai suoi sviluppatori in modo che non possa generare deepfake pornografici; eppure è già capitato che abbia generato immagini pornografiche con ragazze minorenni. Sulla questione è intervenuto anche il governo indiano, che ha chiesto a Musk di porre rimedio (link 1).
Operazioni di denudazioni femminili sono possibili anche con le IA generative di Google e ChatGPT (link 2).
Ovviamente il fenomeno dei deepfake esisteva anche prima, ma richiedeva competenze non comuni. Rendere questa attività alla portata di chiunque sappia scrivere un commento cambia le cose. Forse l'unico pregio (molto relativo, non risolutivo e forse utopistico) è che impareremo a prestare più attenzione a quello che condividiamo online.
Nonostante polemiche e indagini, e le promesse di porvi rimedio, Grok viene usato per produrre in modo sistematico immagini di donne in bikini e in biancheria intima. I ricercatori stimano che Grok sia diventato il più grande creatore di immagini deepfake a sfondo sessuale (link 3).
Come se non bastasse, la domanda per questo tipo di contenuti è così elevata che esistono aziende specializzate nello sviluppo di software "denudatori" (basati su intelligenza artificiale, che prendono online foto di donne, anche minorenni, le denudano e le collocano in contesti pornografici). Due di queste aziende hanno lasciato i loro database aperti e visibili a chiunque con un minimo di conoscenze tecniche (link 4).
Questo tipo di reato è già punibile in diversi casi (in parte dipende dall’eventuale condivisione o pubblicazione, ma non solo), ma l’accessibilità e la scala con cui queste tecnologie operano rendono l’applicazione delle norme esistenti complessa e spesso inefficace. A meno che non si intervenga alla radice, sulla regolamentazione dell’uso delle intelligenze artificiali in contesti delicati come il suddetto.