After the Gaze - The photographer in the age of AI / by Filippo Venturi

La LECTURE

La fotografia sta attraversando una trasformazione profonda.
Non è solo una questione tecnologica. È un cambiamento che riguarda il modo in cui le immagini nascono, circolano, influenzano la percezione della realtà.

In questa Lecture con Filippo Venturi si esplora l’incontro tra fotografia e intelligenza artificiale come terreno critico. Non come tema di tendenza ma come snodo culturale che sta trasformando il modo in cui produciamo, leggiamo e diffondiamo le immagini.

Attraverso l’analisi di progetti realizzati con l’intelligenza artificiale, verranno messi a confronto processi, intenzioni e strutture narrative differenti. 

Perché la vera questione non è lo strumento. È il pensiero che lo guida.

L’IA non sostituisce la fotografia. La mette in discussione. Ridefinisce il concetto di immagine, amplia il campo delle possibilità espressive e ci costringe a rivedere il nostro ruolo di autori, quando la foto non è più solo il risultato di un incontro con il reale, ma anche di un dialogo con un sistema algoritmico.

È un linguaggio. E come ogni linguaggio va compreso prima di essere utilizzato.

Sito ufficiale: https://ulilearn.academy/catalogo/lecture/after-the-gaze/

ARGOMENTI PRINCIPALI

• Come si trasforma il concetto di testimonianza nell’era delle immagini generate

• Quali differenze esistono tra documentare, costruire e simulare

• Come l’IA interviene non solo sull’estetica, ma sulla struttura narrativa di un progetto

• Quale responsabilità abbiamo oggi nel raccontare il reale

Filippo Venturi

Filippo Venturi è un fotografo documentarista e artista visivo che indaga il rapporto tra immagine, potere e tecnologia.

Ha raccontato dittature, democrazie in crisi e movimenti per i diritti, sviluppando una ricerca centrata sull’identità e sulla condizione umana. Con una formazione in Informatica e un percorso nel fotogiornalismo, ha progressivamente integrato fotografia tradizionale e nuovi strumenti tecnologici, concentrandosi negli ultimi anni sul dialogo tra fotografia, informazione e intelligenza artificiale.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Sony World Photography Award e il Leica Oskar Barnack Award, confermando una traiettoria che unisce rigore documentario e sperimentazione.

I suoi lavori sono stati pubblicati su testate come National Geographic, The Washington Post e The Guardian, e hanno ricevuto riconoscimenti internazionali tra cui il Sony World Photography Award.

Nel 2023 ha presentato al Photo Vogue Festival l’intervento Broken Mirror, dedicato all’IA, e nel 2024 ha esposto nella mostra Pixel Perceptions: Into the Eye of AI presso Noorderlicht. Nel 2025 è stato nominato Autore dell’Anno dalla FIAF.

Accanto alla pratica artistica, insegna fotogiornalismo e fotografia documentaria, portando una riflessione critica su come le immagini costruiscono e trasformano la nostra percezione del reale.