Biografia

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Filippo Venturi è fotografo documentarista, artista visivo, docente e divulgatore.
La sua ricerca indaga l’identità, la condizione umana e il modo in cui le dinamiche politiche e tecnologiche contribuiscono a modellare la vita contemporanea. Nel corso degli anni ha raccontato dittature, democrazie in crisi, movimenti impegnati nella difesa dei diritti e profonde trasformazioni sociali in diverse aree del mondo. Nel 2017, su incarico di Vanity Fair, ha realizzato un ampio reportage in Corea del Nord, in un momento di particolare tensione internazionale; nel 2020 ha invece documentato diversi aspetti della pandemia di Covid-19 in Italia.

I suoi progetti sono stati pubblicati da importanti testate, tra cui National Geographic, The Washington Post, The Guardian, Financial Times, Vanity Fair, Marie Claire, Geo, Der Spiegel, Internazionale, La Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa.

Una parte significativa della sua ricerca è dedicata al modo in cui l’evoluzione tecnologica sta trasformando la fotografia, l’informazione e la nostra percezione della realtà. Grazie a una laurea in Scienze dell’Informazione e alla sua lunga esperienza nel fotogiornalismo, Venturi mette in relazione pratiche fotografiche tradizionali e tecnologie emergenti, interrogandosi sulla natura, sulla credibilità e sulla funzione delle immagini nel presente.

Negli ultimi anni questa ricerca si è concentrata in particolare sul rapporto tra fotografia, giornalismo, potere e intelligenza artificiale. Dal 2023 ha sviluppato una serie di progetti concettuali che intrecciano fotografia e IA, ottenendo riconoscimenti in concorsi e festival. È stato premiato al Kolga Photo Fest di Tbilisi. È stato invitato al PhotoVogue Festival per presentare il talk Broken Mirror. A Dystopian Guide to Crossing the Border. Il suo lavoro è stato inoltre incluso in Pixel Perceptions: Into the Eye of AI alla Noorderlicht Gallery di Groningen, mostra internazionale dedicata all’influenza dell’intelligenza artificiale sui modi in cui percepiamo e rappresentiamo il mondo. L’esposizione ha riunito oltre trenta artisti da tutto il mondo impegnati a riflettere sull’impatto dell’IA sulla cultura visiva.

Il suo progetto a lungo termine sulla Penisola Coreana ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Sony World Photography Award, il LensCulture Emerging Talent Award, Il Reportage Award, il Voglino Award e il Portfolio Italia – Grand Prix Hasselblad. Articolato in tre capitoli dedicati rispettivamente ai giovani sudcoreani, ai giovani nordcoreani e ai disertori nordcoreani, questo corpus di lavori è stato presentato per la prima volta nella sua completezza alla biennale Countless Cities, dove Venturi ha curato il padiglione Seoul/Pyongyang.

Il suo lavoro è stato nominato due volte al prestigioso Leica Oskar Barnack Award: con Foundations of a Mirage nel 2022 e con How Long Is the Night? nel 2026.

Venturi ha esposto in Italia e all’estero in istituzioni, musei e festival, tra cui il Foro Boario di Modena, come “Nuovo Talento” selezionato da Fondazione Fotografia Modena, CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Somerset House di Londra, U Space di Pechino, Willy Brandt Haus di Berlino, Sony Square di New York, Copenhagen Photo Festival, Kaunas Photo Festival, Voies Off Awards nell’ambito di Les Rencontres d’Arles, Photolux di Lucca, SI Fest di Savignano sul Rubicone, Riaperture Photofestival di Ferrara, Fotografia Calabria Festival, Festival della Fotografia Etica di Lodi e il Festival della Fotografia Italiana.

Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche, tra cui Harvard University Library, GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Fiere di Parma e la Fototeca Marco Pesaresi.

Accanto alla pratica artistica, svolge un’intensa attività didattica dedicata al fotogiornalismo, alla fotografia documentaria e all’intelligenza artificiale, intervenendo regolarmente in contesti accademici e culturali. I suoi corsi, incontri e seminari sono stati ospitati dalla New York University, dall’Università di Padova, dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, dall’Accademia di Belle Arti di Roma, dal Copenhagen Photo Festival e dal festival BergamoScienza. Insegna inoltre fotografia nel Master in Giornalismo dell’Università di Bologna.

La sua attività didattica comprende anche progetti europei. Nell’ambito di Shaping Fair Cities ha condotto My Dear, un laboratorio di fotografia partecipativa che ha coinvolto venti donne di nove diverse nazionalità, affrontando i temi dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment femminile. È stato inoltre selezionato da SI Fest come fotografo per Reconstruction of Identities / Identity Dialogues Europe, progetto europeo biennale dedicato ai temi dell’identità, del patrimonio culturale e delle migrazioni attraverso la fotografia. Il progetto ha coinvolto fotografi e istituzioni culturali provenienti da Italia, Danimarca, Spagna e Paesi Bassi. Venturi ha inoltre lavorato con le giovani generazioni attraverso progetti come Citizen Lab, che ha coinvolto cinquanta studenti delle scuole superiori nell’utilizzo della fotografia documentaria come strumento di riflessione sul rapporto con le istituzioni.

Venturi ha fatto parte delle giurie di diversi premi e festival, tra cui Kolga Tbilisi Photo Awards, Marco Pesaresi Award for Contemporary Photography, Urban Photo Awards, Annual Photography Awards, Werther Colonna Portfolio Award e Malatesta Short Film Festival.

Nel 2025 è stato nominato “Autore dell’Anno” dalla FIAF, diventando il più giovane a ricevere questo riconoscimento nella storia del premio. È inoltre redattore di FotoIT, rivista ufficiale della FIAF e tra le principali pubblicazioni italiane dedicate alla cultura fotografica.

Contatti

Web: www.filippoventuri.photography
Email: filippo.venturi@gmail.com

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